Al Policlinico di Milano per la prima volta in Europa operati in utero due feti affetti da spina bifida
Gli interventi, al 25mo settimana di gravidanza, sono stati effettuati con la nuovissima tecnica "chiusa", senza bisturi. In Italia ogni anno nascono almeno 50 bambini con questa malformazione
Milano, giugno 2018. Due interventi pionieristici - primi in Europa - sono stati eseguiti al Policlinico/Clinica Mangiagalli di Milano. Si tratta della cura nell'utero materno, e quindi senza chirurgia aperta, di due feti alla venticinquesima settimana di gestazione e affetti da una grave forma di spina bifida (mielomeningocele), una gravissima malformazione della colonna vertebrale che presenta la chiusura incompleta di una o più vertebre. La spina bifida prospetta il decesso entro i primi mesi dalla nascita o, nei casi migliori, la paralisi accompagnata da disturbi neurologici e sfinterici che coinvolgono anche la vescica.
IN SALA OPERATORIA UN NUTRITO STAFF
Gli interventi, effettuati in due giorni successivi, sono durati cinque ore e hanno visto all'opera chirurghi fetali e pediatrici, anestesisti, ginecologi e un nutrito staff infermieristico dedicato. L'équipe era guidata dal dottor Nicola Persico, esperto di riferimento per la chirurgia fetale, e dal chirurgo neonatale Francesco Macchini. Era presente la dottoressa Denise Lapa Pedreira, inventrice della nuova tecnica e maggior esperta mondiale di spina bifida. Al fine di ottenere il miglior risultato possibile, i medici del Policlinico si erano in precedenza recati all'Albert Einstein Hospital di San Paolo, dove Lapa Pedreira esercita e dove gli esperti italiano hanno potuto vedere e apprendere come si effettua l'intervento.
ORA SI DEVE PROLUNGARE LA GRAVIDANZA
La nuova tecnica prevede l'inserimento nell'utero materno di strumenti sottilissimi, evitando la sempre pericolosa apertura dell'utero, come si faceva sino a oggi. “Gli interventi sono riusciti - assicurano i medici - ma naturalmente bisognerà aspettare la nascita dei due bambini per avere la conferma del successo e dell'importanza del risultato ottenuto”. Si dovrà dunque aspettare qualche mese, come prudentemente sottolinea il dottor Enrico Ferrazzi, direttore della Ginecologia e del Mangiagalli Center del Policlinico, che aggiunge: “Ora l'obiettivo è prolungare le gravidanze il più a lungo possibile e monitorarle con cura per tutto il tempo necessario. Culliamo la convinzione di avere donato una speranza in più a questi bimbi oltre a una qualità di vita migliore”.
TECNICA MININVASIVA E MAGGIORE SICUREZZA
Sottolinea il dottor Ernesto Leva, direttore della Chirurgia pediatrica: “È la prima volta in Europa che questa malformazione viene affrontata con una tecnica chirurgica completamente 'chiusa', il che è un notevole vantaggio in termini di mini-invasività e di sicurezza, sia per il feto sia per la madre. Va ricordato che, in sintonia con il dottore Persico, tutto ebbe inizio circa sette anni fa, quando fu deciso di dar vita a un centro specializzato su questo fronte. Una sorta di 'ospedale nell'ospedale'. È comunque importante ed eticamente corretto precisare che gli interventi eseguiti migliorano alcuni aspetti della patologia, ma non portano a una completa guarigione”. In Italia ogni anno si ha un caso di spina bifida ogni diecimila nascite, il che vuole dire almeno 50 bimbi colpiti.

