A Padova la crioablazione elimina un tumore del rene e guarisce l'ipertensione

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L'intervento è stato il primo al mondo di questo genere. Condotto dall'équipe del professor Gian Paolo Rossi, in 40 minuti ha ridato a una ragazza di vent'anni una vita normale, senza farmaci

Sul numero del 7 marzo 2018 di The American Journal of Hypertension è stato pubblicato un articolo con il quale si certifica il successo, a un anno di distanza dall'intervento, di una procedura seguita dalla équipe dell'Azienda Ospedaliera Università di Padova guidata dal professor Gian Paolo Rossi.

COLPA DI UN RENINOMA 

Il problema riguardava una ragazza ventenne affetta da ipertensione arteriosa essenziale, vale a dire della quale era ignota la causa. Era quindi fondamentale, per la prevenzione di problemi cardiocircolatori la costante assunzione di farmaci specifici. In quel periodo presso l'ospedale si stava mettendo a punto una nuova tecnica per misurare la renina, un enzima secreto dal rene e che tra i suoi effetti ha proprio quello di alzare la pressione del sangue. Misurata la renina presente nella giovane paziente, questa è risultata 200 volte più elevata rispetto alla normalità. L'indagine è poi proseguita con un'accurata esplorazione con la tomografia computerizzata, che ha scoperto la presenza di un reninoma, un raro tumore del rene. Si trattava di una massa decisamente ridotta, di appena 8 millimetri di diametro, quindi sfuggita a un primo controllo.

 IL GRANDE FREDDO 

A quel punto il professor Rossi e i suoi assistenti hanno deciso di seguire, per la prima volta al mondo per un caso del genere, la via della crioablazione: l'eliminazione del tumore con l'impiego del freddo. Va detto che il reninoma presenta difficoltà particolari: è difficile da individuare e data la rilevante vascolarizzazione la sua ablazione è esposta a complicanze di carattere emorragico. Sotto il controllo della TAC e usando sottili aghi il tumore è stato irrorato con gas a 170 gradi sotto zero che ha necrotizzato tutte le cellule neoplastiche . L'operazione è stata effettuata in due riprese a distanza di dieci minuti per la durata di 40 minuti, con la paziente sotto leggera anestesia. Due giorni dopo dopo la paziente è stata dimessa dall’ospedale e la renina in una settima è passata dal valore di 200 a quello di 2. Oggi la giovane sta bene e non ha più bisogno di assumere farmaci.

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