Per la prima volta in Italia asportato a Reggio Emilia con tecnica mininvasiva un tumore renale fuso con l'aorta

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Dice i dottor Franco Bergamaschi, direttore urologia del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia: "Dopo cinque ore di intervento e quattro giorni di degenza, il giovane paziente è stato dimesso in ottime condizioni".

Il paziente preso in cura dall'équipe del dottor Franco Bergamaschi, attivo all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, rappresentava un caso particolarmente delicato e complesso. Il giovane soffriva di un tumore di circa 10 centimetri al rene sinistro, che non solo era di rilevanti proporzioni ma si era anche fuso con l'arteria aorta, la più grande del corpo umano e deputata a portare il sangue dal cuore a tutto l'organismo. Si era anche formato un rilevante trombo di origine neoplastica che raggiungeva la vena cava (quella che riporta il sangue al cuore) fino a espandersi in prossimità del margine superiore del fegato.

SEI PICCOLE INCISIONI

L'intervento risolutore, durato 5 ore, è stato effettuato in laparoscopia, vale a dire con piccole incisioni di uno o due centimetri, l'introduzione di strumenti chirurgici di ridotte dimensioni e con l'asportazione del tessuto malato attraverso la stessa via. Ha sottolineato il dottor Bergamaschi: "La scelta della metodica mininvasiva al posto di quella tradizionale 'a cielo aperto', cioè con rilevanti tagli chirurgici e apertura dell'addome, è stata ritenuta attuabile anche tenendo conto della giovane età del paziente, il che ci ha permesso di dimetterlo in ottime condizioni dopo solo quattro giorni di degenza". In tutto sono state praticate sei incisioni e l'azione degli strumenti operatori è stata monitorata per tutto il tempo attraverso una microtelecamera inserita insieme con essi.

IL VALORE DELL'ESPERIENZA

Prosegue il dottor Bergamaschi: "Il momento cruciale dell'intervento è stato quando abbiamo asportato il rene sinistro, che praticamente formava un corpo unico con l'aorta, per poi isolare le vene renali e arrivare alla vena cava che aveva nel proprio interno quel trombo lungo una quindicina di centimetri e largo sette. È certamente stata fondamentale l'esperienza maturata nel corso di oltre 250 interventi all'anno eseguiti in laparoscopia, sia per l'asportazione totale di un rene sia di asportazione di un tumore con conservazione dell'organo sia di asportazione della prostata con conservazione dei nervi deputati all'attività sessuale... ma non mancano altri interventi, come l'asportazione della vescica".

Si è trattato del primo esempio in Italia di laparoscopia a vena cava aperta per l'asportazione di un tumore infiltrante formatosi nel rene sinistro.